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Accolta a Ferla una famiglia del Gambia per il progetto Sprar ”Obioma Iblei” dell’Unione dei Comuni

Nel piccolo Borgo montano questa giovane famiglia Gambiana proverà a ridisegnare per se un nuovo futuro circondata dalla calorosa accoglienza che le ha già manifestato l’intera comunità, e nell’arco dei prossimi sei mesi, con il sostegno degli operatori di Passwork, realizzerà un programma che prevede la sua totale autonomia di vita

Prosegue nei centri dell’Unione dei Comuni “Valle degli Iblei”, di cui è titolare, il progetto di accoglienza diffusa “Obioma Iblei” gestito dall’impresa sociale Passwork scs Onlus, presieduta dal sociologo Sebastiano Scaglione. Questa mattina a Ferla è stata accolta una giovane famiglia proveniente dal Gambia, composta da padre, madre e dal loro bambino di appena 10 mesi.

A dare il benvenuto all’ottavo nucleo familiare che ha trovato ospitalità nei sei Comuni dell’Unione iblea inseriti nel progetto “Obioma Iblei” e a sottoscrivere il “patto di accoglienza” c’era il sindaco Michelangelo Giansiracusa, e con lui la Giunta comunale, l’assistente sociale, Paola Giansiracusa, il rappresentante della locale Stazione dei Carabinieri, il direttore del progetto, Andrea Baffo, gli operatori e il mediatore culturale di Passwork.

Insieme hanno voluto salutare l’arrivo di questa nuova famiglia che risiederà, in modo del tutto autonomo, in uno degli appartamenti messo a disposizione dal progetto Sprar “Obioma Iblei”, voluto dall’Unione dei Comuni in sei delle sue sette Municipalità (Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla, Palazzolo Acreide e Sortino), con l’esclusione di Canicattini Bagni dove sono già presenti due Sprar e un Centro di accoglienza per minori non accompagnati, e che prevede l’inserimento di 9 nuclei familiari stranieri inclusi nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.

Nel piccolo Borgo montano questa giovane famiglia Gambiana proverà a ridisegnare per se un nuovo futuro circondata dalla calorosa accoglienza che le ha già manifestato l’intera comunità, e nell’arco dei prossimi sei mesi, con il sostegno degli operatori di Passwork, realizzerà un programma che prevede la sua totale autonomia di vita.

Sono veramente soddisfatto – ha detto il Sindaco Michelangelo Giansiracusa – per il cammino di un progetto di reale accoglienza e integrazione che insieme alla Dottoressa Paola Giansiracusa abbiamo contribuito a costruire sin dalle sue origini. Tutta la comunità ferlese, così come le altre della zona montana che hanno già accolto famiglie di migranti, si sente impegnata in questo percorso solidale di integrazione che segnerà, ne sono sicuro, la vita di questa giovane famiglia e del loro bambino. Insieme, supereremo eventuali criticità che dovessero presentarsi lungo il cammino, come si fa nelle famiglie, sapendo che il nostro intervento quotidiano, servirà a rafforzare il programma di integrazione avviato dagli operatori di Passwork”.

Dal canto loro gli ospiti hanno espresso compiacimento per il tipo di accoglienza che gli è stata riserva dalla città di Ferla, ringraziando il Sindaco e tutta la comunità che, da subito, li ha messi a proprio agio facendoli sentire a casa, con discrezione, ma con molto affetto.

Il percorso di accoglienza diffusa e di integrazione di famiglie di migranti inseriti nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, che abbiamo avviato lo scorso anno nella zona montana – ha concluso Andrea Baffo, Direttore di “Obioma Iblei” – sta dando risultati veramente soddisfacenti. Obiettivo, come si sa, è il conseguimento dell’autonomia di queste famiglie attraverso un programma di orientamento ai servizi del territorio, percorsi di formazione, processi di avvicinamento al lavoro e il diffuso atteggiamento solidale delle istituzioni locali e delle varie comunità interessate, che riscontriamo ogni giorno“.


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