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Auteri (FdI) al mondo della cultura: “non siamo superflui, all’Ars per avere dignità”

"Questa è la prima volta che un candidato alla Regione Sicilia può portare le istanze del mondo della cultura all’Ars - conclude Auteri - un mondo bistrattato e dimenticato ancor di più durante l’intera pandemia"

“Da operatore del settore e gestore di tanti teatri in Sicilia mi chiedo come sia possibile gestire il teatro comunale di Siracusa in questo modo. Tralasciando, per il momento, il degrado che lo circonda, la domande che farei al sindaco Francesco Italia è semplice e diretta: come pensa di renderlo fruibile a 360 gradi? Il teatro Massimo di Siracusa è l’emblema di come non siamo in grado di sfruttare le nostre risorse”. A dirlo è Carlo Auteri, imprenditore culturale e candidato con Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali.

“Certo, chi ha definito operativamente le esigenze del teatro non aveva competenze tecniche pur di annunciarne la ripartenza è stato preparato un bando per la gestione realizzato senza alcuna reale possibilità di renderlo attivo e remunerativo – aggiunge -. E oggi troviamo l’associazione “Teatro della città” che ha ricevuto in affidamento la gestione con passaggio formale a settembre 2021 per una durata di 5 anni, ma ancora non ha avviato alcuna operazione concreta e dovrà fare i conti… con i conti in tasca. L’aspetto economico non è da sottovalutare, questa struttura così come concepita nella sua gestione mal si sposerà con la capienza e difficilmente porterà utili all’azienda, a meno di abbonamenti troppo costosi. No, non sono problemi del privato che dovrà corrispondere 80 mila euro l’anno al Comune, perché il Teatro è un patrimonio di tutti. E poi non riesco a capire il perché di questa gestione chiusa delle attività e non un’apertura a tutte le realtà. Non si capisce, al momento, che tipo di gestione e direzione artistica si voglia dare”.

Quindi il suo appello, rivolto a tutti quelli che vivono la cultura. “Questa è la prima volta che un candidato alla Regione Sicilia può portare le istanze del mondo della cultura all’Ars – conclude Auteri – un mondo bistrattato e dimenticato ancor di più durante l’intera pandemia. Noi che abbiamo visto chiudere le nostre attività per il bene comune, considerati “superflui”. Questa è la nostra possibilità, posso portare la nostra voce in Parlamento per avere più dignità. Domenica posso diventare un vostro rappresentante”.


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