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Canicattini, fotovoltaico in contrada Cavadonna, Adorno (PD): “La Regione revochi l’autorizzazione”

Il segretario provinciale accusa la politica regionale di miopia e poca sensibilità

“Il governo regionale fermi con un deciso intervento di revoca quello si preannuncia essere il nuovo sviluppo insostenibile del nostro territorio”. Interviene così nella querelle dell’impianto fotovoltaico in contrada Cavadonna, Salvo Adorno, segretario provinciale del Partito Democratico di Siracusa.

Dopo i “No” al mega impianto industriale fotovoltaico di contrada Cavadonna, in pieno territorio dell’istituendo Parco nazionale degli Iblei, espressi dalle amministrazioni comunali di Siracusa, Canicattini Bagni e dallo stesso Libero Consorzio di Siracusa, per Adorno l’autorizzazione emessa con decreto dall’assessore Totò Cordaro, “denuncia l’ennesima miope, settoriale ed anacronistica visione dello sviluppo della Sicilia”.

“In piena pandemia ed in piena emergenza climatica, – continua il segretario provinciale – mentre ci si accinge a programmare azioni da Green Deal, tra concrete possibilità di sviluppo coerenti con le peculiarità ed emergenze del nostro territorio, penso all’agricoltura, al turismo, alle bonifiche delle aree industriali dismesse, pensare ad impianti di taglia industriale su aree agricole produttive e ricche di emergenze naturalistiche, faunistiche, archeologiche e paesaggistiche, come quella di contrada Cavadonna, risulta quanto mai fuori dal tempo.

Il segretario provinciale afferma la piena condivisione e sostegno da parte del Partito Democratico alle scelte operate sin qui dai sindaci dei Comuni interessati, al tavolo tecnico istituito nei giorni scorsi al Comune di Canicattini Bagni, al fine di valutare concretamente le azioni da intraprendere “in difesa di un territorio che – dice Adorno – non deve e non può restare immobile dinnanzi a tali scellerate e semplicistiche scelte politiche.”

“Il Governo regionale ascolti la voce dei territori, degli amministratori, della società civile, delle associazioni di categoria, della contemporaneità – prosegue –, revochi l’autorizzazione emessa, sospenda tutti i procedimenti autorizzativi in corso di valutazione nelle aree agricole o di pregio della nostra provincia finché non avrà la capacità di mettere mano ad un serio, coerente e condiviso Piano energetico ambientale, in cui siano preliminarmente individuate le aree non idonee all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”

“Le energie rinnovabili rappresentano un valore immenso ed indiscutibile per il futuro delle nostre città, ma – conclude – non possiamo oggi cedere il passo alla speculazione e al consumo dei suoli produttivi, alla distruzione delle nostre risorse naturali, ambientali, paesaggistiche, eccellenze insieme ai prodotti agroalimentari del territorio siciliano e basi del nostro sviluppo sostenibile”.


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