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Canicattini, omicidio Petrolito: la difesa punta sull’incapacità, la Procura generale si oppone

Prossima udienza fissata al 5 marzo per sciogliere la riserva sulla richiesta di perizia

Si è celebrata oggi l’udienza d’appello nei confronti di Paolo Cugno, operaio di Canicattini Bagni, accusato dell’omicidio nel marzo del 2017 della compagna Laura Petrolito, 20 anni. Il gup del tribunale di Siracusa aveva condannato il giovane a 30 anni di reclusione, stessa pena richiesta dal pm Marco Dragonetti.

Questa mattina l’avvocato difensore di Cugno, Titta Rizza, ha puntato sulla presunta incapacità dell’imputato chiedendo una nuova perizia mentre la Procura generale di Catania, rappresentata dal Pm Antonio Nicastro, si oppone a tale richiesta. Prossima udienza fissata al 5 marzo per sciogliere la riserva sull’eventuale perizia.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri Cugno, al culmine di una lite con la compagna, aveva inflitto numerose coltellate sul corpo della donna, e poi aveva gettato il cadavere in un pozzo in un appezzamento di terreno, a Canicattini. Il giovane era stato fermato dai militari alcune ore dopo il delitto e aveva confessato. La difesa ha sempre sostenuto l’incapacità di intendere e di volere.

Laura e il suo compagno erano usciti di casa per una passeggiata lasciando il figlio (che all’epoca aveva 8 mesi) con il nonno, il papà della ragazza. Non hanno fatto più rientro. In serata l’uomo ha iniziato a chiamare entrambi i cellulari senza ottenere alcuna risposta e poi ha avvisato i Carabinieri, nella convinzione che alla figlia potesse essere successo qualcosa.


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