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Cinghiali a Pantalica. Il sindaco Parlato: “non è caccia indiscriminata, ma abbattimento selettivo per ristabilire l’equilibrio naturale”

La proliferazione incontrollata dei cinghiali, privi di antagonisti naturali come il lupo, sta mettendo in crisi l’ecosistema della riserva e delle campagne circostanti

“Non si tratta di cacciare per il gusto di uccidere, ma di ripristinare un equilibrio naturale che oggi è completamente alterato”. Così il sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato (ai microfoni di Siracusa News, oltre ad aver illustrato il cartellone estivo) interviene sulla gestione dell’emergenza cinghiali nell’area di Pantalica, commentando positivamente la decisione del Comune di Palazzolo Acreide di destinare il vecchio macello alla Forestale per lo stoccaggio e il controllo delle carcasse degli animali abbattuti.

La proliferazione incontrollata dei cinghiali, privi di antagonisti naturali come il lupo, sta mettendo in crisi l’ecosistema della riserva e delle campagne circostanti: “Una scrofa può avere due gravidanze l’anno, con cucciolate anche di 20 piccoli. Sopravvivendo quasi tutti, si moltiplicano in modo esponenziale, devastando terreni, tartufi, funghi e tutto ciò che di commestibile si trova nei boschi”, spiega Parlato.

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Oggi la conferenza

Il sistema predisposto dalla Regione Siciliana prevede 84 cacciatori autorizzati, che operano a titolo gratuito. Gli animali abbattuti vengono trasferiti in strutture refrigerate, come quella di Palazzolo, dove i veterinari dell’ASP verificano la commestibilità delle carni: “Se sani, i capi entrano nella filiera alimentare; se infetti, vengono distrutti in centri specializzati. È un intervento regolamentato, rispettoso e necessario”.

Il sindaco di Sortino difende la scelta anche contro le critiche degli animalisti: “Abbiamo profondo rispetto per la natura e per gli animali, ma quando una specie prevale sulle altre al punto da distruggere l’ambiente, l’intervento dell’uomo è indispensabile. Ripristinare l’equilibrio significa proteggere davvero la fauna e la biodiversità”.

Parlato ha concluso con un paragone: “La stessa cosa sta accadendo in mare con i tonni: le campagne protezionistiche ne hanno moltiplicato i numeri, e ogni tonno consuma 40 kg di pesce azzurro al giorno. Il rispetto della natura passa anche dal ristabilire i giusti equilibri”.


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