“Prendo atto dell’annuncio del sindaco di Buccheri Alessandro Caiazzo, ma non posso non rilevare che, mentre si racconta una soluzione locale come se fosse risolutiva, il problema dei cinghiali continua ad aumentare in molte altre aree del Siracusano, a partire da Pantalica e dalla Valle dell’Anapo. E questo accade perché il lavoro svolto finora dal Dipartimento Sviluppo rurale sul territorio non è affatto soddisfacente”. Lo dichiara il deputato regionale Carlo Auteri, intervenendo sull’iniziativa avviata dal Comune di Buccheri per la realizzazione di un centro di raccolta selvaggina destinato alla gestione degli ungulati abbattuti nell’ambito delle attività di selecontrollo.
“Non contesto a Buccheri il diritto di organizzarsi – chiarisce Auteri – ma contesto il tentativo di far passare una risposta parziale come se fosse la prova dell’efficienza del sistema. Caiazzo, di fatto, finisce per avallare un’inettitudine amministrativa più ampia, perché il problema non si risolve Comune per Comune, senza una regia vera, senza una rete di strutture operative e senza una visione territoriale all’altezza dell’emergenza”. Il parlamentare regionale richiama in particolare la situazione di Pantalica e della Valle dell’Anapo, dove, a suo dire, la pressione dei cinghiali continua a rappresentare un pericolo per agricoltori, visitatori e fruitori della riserva. “Chi parla oggi di modello virtuoso dovrebbe prima conoscere davvero cosa succede a Pantalica, cosa succede nella Valle dell’Anapo, cosa succede nelle zone in cui il sovrappopolamento dei cinghiali è ancora fuori controllo. Le soluzioni individuali non sono bastevoli quando il problema ha una dimensione sovracomunale e impatta su ambiente, sicurezza e turismo”. Auteri torna quindi sul tema già sollevato nelle scorse settimane: la mancata attuazione delle soluzioni che avrebbero potuto rafforzare il sistema provinciale di contenimento, a partire dall’ex macello e da altri punti operativi. “La Regione aveva previsto finanziamenti e strumenti per mettere in piedi una rete più ampia. L’idea era semplice: più strutture operative si riescono a inserire nel sistema, meglio è. Più punti di raccolta e gestione si attivano, più efficace diventa il contenimento. Invece si è perso tempo, si sono moltiplicati i rimpalli e si è lasciato che ogni territorio si arrangiasse come poteva”.
Secondo il deputato regionale, il punto politico è proprio questo: “Non si può affrontare un’emergenza sanitaria e ambientale di questa portata con iniziative spot o autocelebrazioni. Serviva e serve un coordinamento forte tra Comuni, Asp, selecontrollori, Regione e Sviluppo rurale. Quello che vediamo oggi è invece una somma di interventi scollegati, mentre il problema cresce”. Auteri ribadisce quindi la necessità di cambiare passo. “Io continuo a sostenere che serva una strategia territoriale seria, che non lasci soli i Comuni e che non finga che basti una singola esperienza locale per dire che il sistema funziona. Perché il sistema, oggi, non funziona. E finché non si avrà il coraggio di dirlo chiaramente, continueremo a rincorrere il problema anziché risolverlo”.
Infine, l’affondo rivolto alla politica e alla burocrazia regionale: “I territori non hanno bisogno di narrazioni rassicuranti. Hanno bisogno di strutture, risorse, protocolli chiari e tempi rapidi. Tutto il resto è propaganda. E mentre qualcuno si accontenta di una risposta parziale, i cinghiali aumentano, i rischi restano e il territorio continua a pagare il prezzo dell’immobilismo amministrativo”.
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