L’ultima seduta del Consiglio comunale di Canicattini Bagni ha lasciato pesanti strascichi in aula. Durante i lavori in aula, infatti, è nato un pesante battibecco tra il consigliere di opposizione Alessandra Amenta e la presidente del civico consesso Loretta Barbagallo. Un confronto, o meglio uno scontro dai toni anche aspri che ha portato la presidente a chiedere l’allontanamento dall’aula del consigliere.
Una vicenda che però non sembra chiudersi qui, perchè oggi i consiglieri di opposizione Alessandro Cultrera, Rita Cassarino, Alessandra Amenta e Livia Uccello avanzano la richiesta di dimissioni del Presidente del consiglio comunale.
“In data 13 luglio 2023 noi consiglieri di opposizione – scrivono in una nota – abbiamo protocollato la richiesta di un Consiglio straordinario ed urgente con l’inserimento all’ordine del giorno l’approvazione del regolamento per la definizione agevolata dei crediti non riscossi come previsto dall’art. 17 bis della legge 56/2023. Anziché accettare la nostra urgente richiesta, riceviamo una risposta scritta, incompleta e per nulla esaustiva, motivo per cui il 24 luglio 2023 chiediamo nuovamente che lo stesso argomento, fondamentale per i cittadini che risultano morosi ed oggetto di invio di cartelle di riscossione, venisse posto all’ordine del giorno del Consiglio comunale previsto a breve.
Il Consiglio comunale di Canicattini Bagni viene nuovamente convocato per il 31 luglio, e proprio in questa occasione scoppia la bagarre in aula tra il consigliere di opposizione e la presidenza. “Da come si evince dalla documentazione Ifel, Fondazione Anci, il termine perentorio di scadenza per l’approvazione del punto richiesto era il 29 luglio 2023 – scrivono i quattro consiglieri -, che essendo un sabato (non un giorno festivo), non determinava il differimento, come invece affermato dal Sindaco Amenta, al primo giorno lavorativo successivo: il termine era scaduto, l’approvazione del regolamento proposto non poteva più avvenire.”
I consiglieri di opposizione ritengono che attraverso la definizione agevolata sarebbe stato possibile per quei cittadini che in questi giorni ricevono cartelle di riscossione coattiva, di dilazionale il debito in 18 rate spalmabili in 5 anni, senza sanzioni, interessi ed oneri di riscossione; inoltre avrebbe consentito di evitare fermi amministrativi ed ipoteche. “Questa opportunità – affermano ancora Cultrera, Cassarino, Amenta e Uccello – sarebbe stata utile anche per il nostro Comune in quanto avrebbe invogliato i cittadine a pagare, avrebbe portato ad una probabile riduzione del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, incrementato la solidità di cassa, ridotto l’utilizzo dell’anticipazione di tesoreria. Vi era uno strumento di pace fiscale al quale si poteva aderire ed invece, non solo artatamente il sindaco, il Presidente del Consiglio e l’assessore ai Tributi hanno fatto scadere i termini previsti dalla legge ma hanno anche espresso il loro voto contrario, calpestando in tal modo i diritti dei consiglieri comunali e dei cittadini interessati.”
Ma il punto per i quattro consiglieri di opposizione è un altro, e più precisamente il fatto che non sarebbe la prima volta “che l’attuale presidente del consiglio ignora le richieste di convocazione di un Consiglio comunale da parte dei consiglieri di opposizione e che la gravità di quanto accaduto il 31 luglio 2023, con la convocazione del consiglio comunale e l’inserimento dell’argomento richiesto dai consiglieri di opposizione dopo la scadenza dei termini previsti per la sua eventuale approvazione, non può essere sottaciuta”. Insomma, per Cultrera, Cassarino, Amenta e Uccello la presidenza non avrebbe tutelato anche le richieste dell’opposizione e per questo, oggi, avanzano la richiesta di dimissioni.
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