Debiti con il Comune di Palazzolo del consigliere Licitra. Italia Viva: “vicenda che ha travalicato i limiti dell’incredibile”

"Una mozione infondata - dicono - presentata illegittimamente a mezzo false sottoscrizioni e di cui speriamo che col tempo gli inquirenti identifichino la paternità"

“Alla vigilia della seduta di Consiglio del Comune di Palazzolo, in cui è stata inserita, tra i punti all’ordine del giorno, la mozione di decadenza nei confronti del consigliere di Italia Viva Giulia Licitra, intendiamo esprimerle la nostra vicinanza e quella di tutto il partito, rassicurandola che non è sola ad affrontare questa vicenda che sembra aver già ampiamente travalicato i limiti dell’incredibile. E infatti, oltre all’infondatezza della ragioni in base alle quali l’incompatibilità è stata sollevata, ci chiediamo come sia possibile inserire all’ordine del giorno e pensare di discutere una mozione, recapitata a mezzo posta, recante sottoscrizioni di chi, venuto a conoscenza della presentazione della stessa, ha espressamente disconosciuto le firme apposte denunciando pure alla Procura della Repubblica l’accaduto”. A parlare sono Alessandra Furnari e Tiziano Spada, coordinatori provinciali Italia, dopo la lettera firmata dai consiglieri di “Palazzolo Creativa” (che però ne hanno disconosciuto la paternità) giunta per posta e protocollata al Comune di Palazzolo con cui si chiedono le dimissioni per debiti del consigliere nei confronti dell’ente.

Si tratta di debiti con il Comune di Palazzolo sui quali ha chiesto e ottenuto la rateizzazione, ma ciò non dovrebbe portare alla decadenza dalla carica.

“Una mozione infondata – dicono – presentata illegittimamente a mezzo false sottoscrizioni e di cui speriamo che col tempo gli inquirenti identifichino la paternità, con tutte le conseguenze di natura anche penale che il caso richiede, può davvero essere trattata nel corso di una seduta di consiglio comunale in periodo storico delicato come quello che stiamo vivendo? A chi giova tutto questo? Non certo alla comunità di Palazzolo Acreide e non può che essere definito come un maldestro tentativo per screditare una valida consigliera comunale che nell’ultimo periodo ha solo avuto “l’ardire” di chiedere trasparenza e delucidazioni in ordine a provvedimenti importanti per i cittadini che legittimamente rappresenta”.


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