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Emergenza incendi sugli Iblei. Italia Nostra: “un pericoloso genere di criminalità che va contrastato con tutti i mezzi e le risorse”

Da Cava Grande del Cassibile, all'Alta Valle dell'Anapo, a Pantalica, alle aree boscate e ai pregiati coltivi del ragusano, in questo fine-giugno rovente il fuoco ha devastato le aree più pregiate dell'Altopiano ibleo

Da Cava Grande del Cassibile,  all’Alta Valle dell’Anapo, a Pantalica, alle aree boscate e ai pregiati coltivi del ragusano, in questo fine-giugno rovente il fuoco ha devastato le aree più pregiate dell’Altopiano ibleo.

“È ormai un bollettino di guerra! Qua, boschi a latifoglie, arbusteti, pascoli; là, boschi e pregiati coltivi il cui ripristino richiede decine di anni. Una devastazione che fa male agli occhi ed all’economia – le parole di Liliana Gissara, Italia Nostra – Considerato il pregio complessivo degli Iblei in grado di offrire per la ricchezza di acque paesaggi naturali di particolare bellezza con le sue Riserve,  di consentire  coltivazioni di pregio (olivi, carrubbi, mandorli, grano) ed altrettanto pregevoli attività di allevamento (importantissima l’apicoltura),  gli incendi producono un danno ambientale incalcolabile e costituiscono un’ipoteca sul futuro di intere comunità che si vedono private della possibilità di proseguire e/o di avviare attività economiche legate all’ambiente, all’agroalimentare di qualità, all’ospitalità  ed a tutti i comparti ad essi relativi. Incendi spesso opera di piromani irresponsabili e criminali, veri e propri “ladri di futuro” di quelle comunità che lì vivono e lavorano, creando le condizioni di perniciosi abbandoni, specie di giovani,  che rischiano di vanificare gli sforzi delle Istituzioni volti al contrasto dello spopolamento dei piccoli abitati. Un pericoloso genere di criminalità che va contrastato con tutti i mezzi e le risorse di cui si dispone”.


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