Attualità

Fede, dialetto e devozione: la magia de “U Passiu Santu” trasforma i vicoli di Buccheri

Condividi

Ci sono luoghi in cui la storia non si limita a essere ricordata, ma viene letteralmente rivissuta. Nel cuore della Sicilia orientale, il piccolo borgo di Buccheri si prepara a compiere un vero e proprio viaggio nel tempo. Le sue strade strette, le architetture di pietra e i vicoli suggestivi si spoglieranno della loro veste quotidiana per trasformarsi nella Gerusalemme di duemila anni fa, facendo da cornice a “U Passiu Santu”, una delle rappresentazioni sacre più affascinanti e sentite di tutta l’isola.

Un’opera unica: la Passione in rima buccherese, diretta discendenza del dialetto gallo-itaico inserito di recente nel “Registro Eredità Immateriali della Sicilia” – Libro delle Espressioni – Parlata Alloglotta Gallo Italico – istituito dalla Regione Siciliana.

Ciò che rende “U Passiu Santu” un evento imperdibile non è solo l’incredibile bellezza paesaggistica di Buccheri, ma la sua profonda radice linguistica e culturale. La rievocazione della Passione di Cristo non segue i copioni teatrali tradizionali: viene infatti recitata esclusivamente in dialetto locale, appunto diretta discendenza del dialetto gallo-italico, e rigorosamente in rima.

Questo capolavoro narrativo porta la firma di Salvatore Terzo, capace di tradurre la sacralità del momento in versi dialettali che toccano le corde più intime degli spettatori. «Sintiti Sintiti Bona Genti…» è l’antico richiamo che risuona per le piazze, segnando l’inizio di un racconto fatto di fede, tradizione e profonda umanità.

Dietro la magia della serata c’è lo sforzo monumentale di un’intera comunità. L’evento, patrocinato dal Comune di Buccheri, è il frutto del lavoro volontario e gratuito dei cittadini. Non si tratta solo di teatro, ma di una dedizione collettiva che unisce le generazioni: oltre 70 persone tra attori e figuranti prestano il volto ai protagonisti del Vangelo. Una macchina organizzativa “fatta in casa” che vede i cittadini improvvisarsi con maestria registi, sarti, scenografi, coreografi e tecnici. Quarantadue anni di storia, un traguardo che dimostra come questa bandiera di valorizzazione reciproca continui a sventolare forte tra ansie da palcoscenico, sudore e tanta voglia di stare insieme per uno scopo più alto.

Il percorso, che mescola devozione, giochi di luce e musiche evocative, prenderà il via nel cuore del centro storico per culminare in un momento di grande impatto emotivo. Venerdì 3 aprile alle 21 partenza da piazza Loreto,  a Buccheri e arrivo con la ricostruzione del Monte Calvario per la scena della crocifissione. “Un’occasione irrinunciabile per i turisti e i curiosi che desiderano immergersi in un’esperienza surreale – le parole del sindaco Alessandro Caiazzo – dove l’identità di un borgo siciliano si fonde con la sacralità della Pasqua”.