Forestali. Lti rientrati dalle basi di Sortino e Buccheri. I sindacati dichiarano lo stato di agitazione

Dichiarato lo stato di agitazione di tutti i lavoratori forestali della manutenzione e diffida al ripristino delle corrette applicazioni delle norme contrattuali

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Domenico Bellinvia (segretario provinciale Flai – Cgil), Sergio Cutrale (segretario provinciale Fai – Cisl) e Gianni Garfì (responsabile provinciale Uila – Uil per il settore Forestale) inviata al dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale in merito alla dichiarazione di stato di agitazione di tutti i lavoratori forestali della manutenzione e diffida al ripristino delle corrette applicazioni delle norme contrattuali, essendo venuti a conoscenza per mezzo di alcuni lavoratori Lti di quanto si sta consumando da qualche giorno nei cantieri della provincia a seguito delle disposizioni unilaterali.

“Ci risulta che alcuni Lti attualmente assegnati alle basi logistiche di Sortino e Buccheri, con delle disposizioni pervenute da parte Sua, sono stati fatti rientrare con procedura di urgenza dalle ferie che Lei stesso aveva consigliato di consumare nel periodo festivo nonché periodo emergenziale dettato dalla pandemia a tutt’oggi in atto (ma se non si può uscire di casa, ci spiega come i turisti possano fruire delle Riserve, stranamente aperte e questo lo chiediamo anche alla Direzione Regionale che legge), per destinarli alla gestione e apertura dei casotti\ticket in funzione nelle Riserve attualmente gestite dall’ex Azienda Foreste ed entrati in servizio in piena estate, esattamente nel mese di agosto.

Ci chiediamo e chiediamo a Lei (e opportunamente anche ai destinatari della scrivente), con quale criterio sia stato deciso ciò, senza che sia stato consumato alcun confronto con le organizzazioni sindacali di categoria rappresentate nei Contratti Nazionali e Regionali; come si sia potuto rendere fattibile che un Lavoratore di un Distretto sia stato destinato a lavorare in altro Distretto non di sua pertinenza; come sia possibile che Lei, all’emanazione del bando per gli Addetti alla riscossione del Ticket, pubblicato nel 2019, abbia detto in più riunioni (che risultano anche nei Verbali) che nei capanni andavano a lavorare prima quelli che avevano una residenza vicina al luogo di lavoro e poi via via, quelli di altri Comuni, anche lontani e Lei invece, ha destinato alcuni Lti distanti 70 chilometri dal luogo di residenza, producendo quindi un ventilato aggravio di spese e quindi un ventilato danno all’erario quando Lei stesso invece ci ha più volte rimarcato che non aveva le economie tali per poter fare lavorare i lavoratori (vedasi gli ultimi avviamenti dove prima ci dice ciò e poi, improvvisamente, li assume senza avere forse alcuna copertura e lo dimostra il fatto che gli stessi Ltd sono fermi al palo con la mensilità di Ottobre); come sia possibile che altri Lavoratori, siano essi 78ttisti, 101nisti, 151nisti e Lti, hanno regolarmente partecipato al bando, sono stati formati, hanno assunto l’onere e la responsabilità di detto lavoro e quindi impiegati a farlo e invece Lei destina altri Lavoratori (senza aver partecipato al bando, senza essere formati e senza nulla) a svolgere questa nuova Mansione, a Nostro avviso al momento inefficace per i motivi spiegati prima; come sia possibile che questi Lti, senza essere formati (cosa per la quale Lei ha sin dall’inizio puntato il dito che se non si era in grado non si andava in qual luogo di lavoro tant’è che durante i colloqui pre selettivi, ne ha scartati parecchi), sono stati destinati ad un lavoro non di loro competenza e contro la loro volontà; come sia possibile che alcuni di questi Lti, per vent’anni, avendo prestato la loro opera in detti luoghi, senza alcuna qualifica o mansione, siano stati spazzati via perché ritenuti inefficienti per tale lavoro ed oggi, invece diventano utili ed efficienti.

Appare evidente che ci troviamo di fronte a delle contraddizioni vere e proprie, a delle scelte unilaterali che hanno scartato a priori il confronto con le OO.SS. e alle mancate applicazioni delle norme contrattuali che impongono, nei casi specifici, il dialogo con le organizzazioni sindacali, anche a mezzo del Comitato Paritetico Provinciale che Le ricordiamo, è stato insediato ma di cui si sono fatte solo due riunioni, peraltro senza avere ad oggi, la possibilità di avere copie dei verbali (cosa che nell’Ufficio Azienda di Siracusa avviene con una noscialanza tale che è diventata una normalità, sia per i Comitati Paritetici che per ogni altro tipo di incontro sindacale si sia tenuto).

Le scelte operative messe in atto, a nostro avviso, hanno ancora una volta denigrato le corrette relazioni sindacali tra le parti che, Le ricordiamo, più volte sono arrivate al punto di rottura e solo per la capacità dialogativa sindacale dei sottoscritti, si è passati avanti mettendoci una pietra sopra ma ci rendiamo conto che Lei dimentica tutto facilmente, probabilmente dimentica anche i sottoscritti.

Alla luce di quanto sin qui esposto e vista la gravità dei modi comportamentali che Lei sta mettendo in atto, dichiariamo sin da subito lo stato di agitazione del comparto, dagli Lti ai 151nisti, 101nisti e 78ttisti dell’intera provincia in atto operanti con il Suo Ufficio, informando gli stessi lavoratori con la notifica di copia della presente, riservandoci di intervenire con i modi e i mezzi che la tutela del Sindacato potrà mettere in atto per la casistica specifica”.


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