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Gestione del servizio idrico, brusco stop per l’Ati: il Tar accoglie il ricorso del Comune di Palazzolo

I Comuni di Avola e Palazzolo hanno infatti proposto due ricorsi separati chiedendo l'annullamento della delibera che non li autorizza alla gestione autonoma attraverso l'utilizzo in salvaguardia delle fonti di approvvigionamento idrico

Primo stop per il nuovo corso commissariale dell’Assemblea territoriale idrica di Siracusa. E potrebbe essere uno stop lungo un anno. I Comuni di Avola e Palazzolo hanno ottenuto dal Tar di Catania la sospensione della delibera del commissario Giorgio Azzarello che riteneva “insussistenti” i requisiti per la gestione autonoma del servizio idrico integrato da parte delle due amministrazioni.

E c’è di più: sospesa anche la conferma della nomina del commissario e conseguentemente tutti gli atti successivi alla stessa. E dire che lo scorso novembre i sindaci della provincia di Siracusa, riuniti in assemblea Ati per scegliere la forma di gestione del servizio, si erano espressi all’unanimità per la gestione interamente pubblica dello stesso. Pubblica sì, ma non per forza tutti insieme appassionatamente. I Comuni di Avola e Palazzolo hanno infatti proposto due ricorsi separati chiedendo l’annullamento della delibera che non li autorizza alla gestione autonoma attraverso l’utilizzo in salvaguardia delle fonti di approvvigionamento idrico. In parole povere, alle due amministrazioni comunali piacciono qualità dell’acqua e modalità di gestione ma non intendono fare di tutta l’erba un fascio.

Ancora: l’estensione dell’incarico commissariale, a luglio e settembre, è avvenuto con decreti dell’assessorato regionale dell’Energia e non dal presidente della Regione Siciliana (che lo aveva nominato a gennaio 2020). I giudici amministrativi hanno ammesso che “l’estensione” dei compiti del commissario ad acta e i successivi provvedimenti di proroga dell’incarico dovevano essere adottati dal presidente della Regione e che anche le altre censure prospettate da ricorsi meritano approfondimento. Lasciando intatto l’eventuale intervento in autotutela da parte del presidente Musumeci, il Tar dispone la sospensione dei provvedimenti impugnati (fatti salvi gli eventuali provvedimenti di convalida) e fissa la trattazione del merito all’udienza del 15 dicembre 2021. Per tutto il 2021 l’Ati – a meno anche di eventuali ricorsi al Cga – rischia di fermarsi. Così come tutte le progettazioni a lungo termine.


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