Il Consiglio di Canicattini Bagni approva il rendiconto 2019 ed elegge Loretta Barbagallo vice presidente

La relazione del rendiconto è stata letta dal sindaco Marilena Miceli

Il Consiglio comunale di Canicattini Bagni, nella seduta di ieri sera, ha approvato, con i 7 voti dei consiglieri di maggioranza presenti in aula e il voto contrario dei 4 consiglieri di minoranza, i due provvedimenti finanziari all’ordine del giorno, il rendiconto 2019 e il ripianamento del disavanzo, ed eletto invece all’unanimità l’ex assessore Loretta Barbagallo vice presidente dell’assise al posto della dimissionaria Mariangela Scirpo entrata in Giunta.

La seduta tenuta in presenza nell’aula di via Principessa Jolanda nel rispetto delle misure anti Covid-19 si è tenuta a porte chiuse a causa all’emergenza epidemiologica e trasmessa in streaming sul canale YouTube del Comune di Canicattini Bagni per dare modo ai cittadini di seguirne i lavori.

Ai lavori aperti dal presidente Paolo Amenta hanno preso parte il segretario generale del Comune, Maria Concetta Floresta, il vice segretario Adriana Greco, il capo settore dell’area finanziaria, Daniela Magliocco, e l’ex dirigente Emanuela Amato nelle vesti di collaboratrice a titolo gratuito della stessa area.

Approvati all’unanimità i verbali delle sedute precedenti, il presidente Amenta per il punto relativo alle comunicazioni ha letto una lettera dei revisori dei conti con la quale, a causa delle restrizioni anti Covid, annunciavano la loro assenza dall’aula ma la disponibilità ad essere raggiunti telefonicamente in caso di interventi, dopo di che la parola è passata al sindaco Marilena Miceli per un aggiornamento del quadro dell’emergenza epidemiologica in città.

Il punto successivo ha riguardato l’elezione del vice presidente del Consiglio comunale, dopo le dimissioni, lo scorso fine Agosto, della Consigliera Mariangela Scirpo del gruppo di maggioranza “Sviluppo e Futuro” nominata Assessore dal Sindaco Miceli al posto di Loretta Barbagallo.

Ad essere eletta con 11 voti, ovvero l’unanimità dei presenti, è stata proprio l’ex componete della Giunta, Loretta Barbagallo, su cui sono confluiti i 7 voti del suo gruppo e i 4 voti dei Consiglieri di minoranza di “Insieme per Cambiare”.

Si è così passati al punto riguardante il Rendiconto della gestione esercizio finanziario 2019, la cui relazione è stata letta dal sindaco Marilena Miceli.

Un rendiconto che si discosta di poco dal bilancio di previsione 2019 approvato il 4 ottobre dello scorso anno e che si chiude con un avanzo di amministrazione del tutto vincolato di 1.558.946, 56 euro – ha detto il sindaco -. Appare superfluo evidenziare le innumerevoli difficoltà riscontrate nella gestione dello stesso a seguito dei ritardi nei trasferimenti delle risorse finanziarie da parte del Governo regionale, forse poco attento ai problemi deli enti territoriali siciliani e alle precarie condizioni di cassa in cui versa il nostro Comune. Nonostante ciò, per quanto ci riguarda i servizi sono stati garantiti, così come la qualità, nonostante molti siano quasi a totale carico dei Bilanci comunali, come il trasporto degli alunni pendolari su cui la Regione interviene appena con un 20%, o il ricovero dei disabili psichici che per Canicattini Bagni significano 250 mila euro l’anno, ricevendo solo il 9% dall’assessorato alla Famiglia, per non parlare della mensa scolastica dove abbiamo continuati a tenere basso il contributo a carico delle famiglie ricavando il resto dal bilancio comunale, al randagismo che ci costa ben 68 mila euro l’anno. Sono difficoltà che purtroppo si registrano in tutti i Comuni siciliani sempre più a rischio e privi di risorse. Per quanto ci riguarda stiamo lavorando a ridurre i costi energetici, che sono quelli che incidono di più sul bilancio assieme ai costi del personale, con l’installazione di impianti fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici, dal palazzetto dello sport al Municipio, e in questi giorni anche sulle scuole, pensando già a quelli per le pompe di adduzione e rilancio dell’acquedotto“.

Un cenno particolare, per la prima cittadina, ha meritato, nel suo intervento, il ricalcolo del fondo crediti di dubbia esigibilità, che ha generato un disavanzo di 2.612.367,05 euro che con il punto successivo il Consiglio è stato chiamato a risanare spalmandolo in 15 anni, con rate annuali di  174.157,80 euro.

Un ripianamento reso necessario per salvaguardare il Bilancio – ha ripreso il sindaco Miceli – dopo la modifica del criterio per il calcolo dell’accantonamento delle quote al fondo crediti di dubbia esigibilità, ovvero i tributi non pagati dai cittadini soprattutto in questi ultimi anni di disagio economico e quest’anno di criticità per la pandemia, passato dal metodo semplificato, che sino al 2018 era pari alla media dei tributi non riscossi anno per anno, con una incidenza ultima del 75% per l’anno in questione, al metodo ordinario che, con la finanziaria 2019, è del 95%, calcolato sul totale, e non più sulla media, dei tributi non riscossi negli ultimi  5 anni. Questo nel nostro Comune ha causato il disavanzo che la legge adesso ci offre l’opportunità di spalmare in 15 anni per non affossare il bilancio e dichiarare il dissesto finanziario. Un quadro simile a tutti i 390 Comuni della Sicilia, evidenziando una preoccupante situazione di tenuta di stabilità che chiama ad un senso di responsabilità di Stato e Regione che, non tenendo conto della situazione congiunturale di crisi occupazionale ed economica di molte famiglie, aggravata quest’anno dalle ristrettezze della pandemia, al contrario impongono sistemi calcolo e, nello stesso tempo, di riscossione a cui i Comuni con grande difficoltà riescono a far fronte, considerate le difficoltà economiche  di tanti cittadini. La situazione impone una riflessione serie se non si vuole fare implodere tutti gli enti locali siciliani”.

Chiuso l’intervento del Sindaco a prendere la parola è stato il Capogruppo di “Insieme per Cambiare”, Danilo Calabrò, per far rilevare come il Comune di Canicattini Bagni era ormai in forte ritardo per l’approvazione del Consuntivo, con tanto di Commissario ad acta nominato dalla Regione, al contrario di tanti alti Comuni anche della provincia. Stesso discorso per il Bilancio di previsione che «approvato a fine anno, diventa più un consuntivo, privando i Consiglieri di qualsiasi intervento».

Per Calabrò i numeri del Rendiconto 2019 fanno emergere, come sottolineato anche dai Revisori del Conti nella loro relazione, una “carenza di riscossione da parte di una Amministrazione che ha sempre detto di operare nella continuità e di fare continuo ricorso alle scoperture di tesoreria”. “Certamente – ha proseguito Calabrò – parte delle difficoltà saranno anche legate ai mancati trasferimenti da parte della Regione, ma quello che emerge è l’incapacità dell’Amministrazione di avviare un serio sistema di riscossione dei tributi per coprire i costi dei servizi e garantire risorse all’Ente, e nel contempo tagliare le spese”.

Sull’argomento è intervenuto l’assessore ai tributi e vice sindaco, Pietro Savarino, per rappresentare la difficoltà del Comune, con il sopraggiungere della pandemia Covid, di attivare convenzioni con privati per la riscossione, dopo la verifica di una insufficiente capacità della Serit di intervenire nel sistema delle riscossione e successivi atti conseguenziali.

Ci è sembrato inopportuno – ha chiarito Savarino – in questa difficile fase di pandemia, con moltissime famiglie in evidente crisi economica, attivare sistemi sostitutivi a Serit, ciò nonostante ci siamo preoccupati, come credo tantissimi Comuni siciliani, ad uscire da questo blocco interpellando alcune società che si occupano di riscossione, e lavorando alla riduzione delle maggiori spese incidenti sul bilancio, come quelle energetiche”.

Ad annunciare il voto favorevole del gruppo di maggioranza all’approvazione del Rendiconto 2019 è stato il capogruppo Sebastiano Gazzara, rimarcando l’impegno dell’Amministrazione nel ridurre la fascia dei debiti non esigibili e ridurre, per quanto possibile, i costi. Sull’argomento, prima della votazione, sono intervenuti anche i consiglieri di maggioranza Sebastiano Cascone e Sergio Petrolito.

Chiusi gli interventi il presidente Amenta metteva in votazione il punto che veniva approvato con 7 voti favorevoli e 4 contrari della minoranza.

Il punto successivo ha riguardato il ripianamento del disavanzo dovuto al ricalcolo del fondo crediti di dubbia esigibilità di cui si è ampiamente parlato negli interventi precedenti che, come ha sottolineato il presidente Amenta, “rappresenta una ripartenza per molti Comuni che in questo modo evitano di appesantire il proprio bilancio, evitando il dissesto finanziario, riattivando e migliorando i propri sistemi di riscossione, aiutando i cittadini in difficoltà e attenzionando la fascia dei famosi “furbi” che, pur potendo pagare i servizi, si trincerano dietro il paravento della pandemia”.

Su questo punto ha preso la parola in modo critico il capogruppo della minoranza, Danilo Calabrò, annunciando il voto contrario del suo gruppo. La proposta messa pertanto ai voti veniva approvata con i 7 voti favorevoli della maggioranze e i 4 contrari della minoranza. Esauriti gli argomenti posti all’ordine del giorno, al termine della votazione, il presidente Paolo Amenta dichiara chiusa la seduta consiliare.


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