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La cavatura del tartufo è patrimonio Unesco. Il sindaco di Buccheri: “per il nostro territorio un’ulteriore possibilità di crescita”

La proclamazione è avvenuta nel corso della sedicesima sessione del Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale

L’Italia ha ottenuto ieri un nuovo prestigioso riconoscimento da parte dell’Unesco, grazie all’iscrizione della “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale. La proclamazione è avvenuta nel corso della sedicesima sessione del Comitato Intergovernativo per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, in corso a Parigi (13-18 dicembre 2021).

“La cultura italiana del tartufo adesso è Patrimonio Unesco – le parole del sindaco di Buccheri Alessandro Caiazzo – Una splendida notizia per l’Italia e per tutti quei territori, da Nord a Sud, sopratutto dell’entroterra, che avranno un ulteriore sprone per migliorarsi sempre di più. E per il nostro territorio un’ulteriore possibilità di crescita con il tartufo Ibleo”.

Al bianco allo scorzone, dalla Langa fin giù all’Appennino e in Sicilia, dove nel territorio ibleo la cerca del tartufo patrimonio unesco sarà strumento per i territori nella ripartenza. Anche Palazzolo è tra le città del tartufo, come ricorda il vicesindaco Maurizo Aiello: “nell’ultima assemblea la città è stata ammessa tra le città siciliane, assieme a Castelbuono e Capizzi, che già ne facevano parte”.


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