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La condanna del sindaco Appendino non piace ai colleghi siciliani: tra i firmatari dell’appello anche Ferla e Buscemi

Nell’elenco dei sindaci siciliani che hanno sottoscritto l’appello sulla “responsabilità dei sindaci” anche le firme dei primi cittadini di Siracusa, Avola, Rosolini, Ferla e Buscemi

Il sindaco di Torino

La condanna del sindaco di Torino Chiara Appendino per i fatti di piazza San Carlo, non è piaciuta ai sindaci di tutta Italia, tanto che sono in tanti ad aver sottoscritto un appello per sollecitare il Parlamento a una revisione del Testo unico degli enti locali.

Migliaia di sindaci, da Nord a Sud e senza distinzione di colore politico, si stringono intorno alla prima cittadina di Torino Chiara Appendino dopo la condanna a un anno e sei mesi. “Non chiediamo immunità o impunità – si legge nell’appello promosso dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) – non dubitiamo del lavoro dei magistrati e rispettiamo il dolore dei parenti delle vittime. Ma domandiamo: possono i sindaci rispondere personalmente e penalmente di valutazioni non ascrivibili alle loro competenze? Possono condannati per aver fatto il loro lavoro?”. In poche ore il documento è stato sottoscritto da 1.192 amministratori provenienti da tutte le Regioni, dal presidente Anci e primo cittadino di Bari Antonio Decaro a Virginia Raggi a Roma, Beppe Sala a Milano, Dario Nardella a Firenze, Luigi Brugnaro a Venezia, Luigi De Magistris a Napoli.

In molti in Sicilia hanno già aderito e stanno aderendo in queste ore all’appello promosso da Anci per sollecitare un intervento normativo di modifica del Testo Unico degli Enti Locali in tema di responsabilità e competenze dei primi cittadini, affinché non siano capri espiatori. La vicenda ha infatti posto, ancora una volta, la questione della responsabilità dei Sindaci, chiamati spesso a rispondere personalmente su circostanze rispetto alle quali non hanno competenze, né dirette né di controllo.

“Occorre una modifica legislativa per evitare ogni possibilità che si possano configurare forme di responsabilità penale oggettiva come conseguenza di una attribuzione legislativa di responsabilità dei sindaci senza che a questa corrispondano adeguati poteri e competenze – ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di AnciI Sicilia – Tale richiesta di modifica legislativa costituisce una ennesima conferma del rispetto dell’Anci Sicilia per il ruolo dei sindaci e per il ruolo fondamentale della magistratura chiamata spesso a dare applicazione a leggi talora non rispondenti a criteri di ragionevolezza. Tale posizione peraltro si collega ad altri ambiti normativi (contabile e amministrativo) dove si registra analoga sproporzione tra responsabilità e competenze”.

Nell’elenco dei sindaci siciliani che hanno sottoscritto l’appello sulla “responsabilità dei sindaci” anche le firme dei primi cittadini di Siracusa Francesco Italia, Avola Luca Cannata, Rosolini Giuseppe Incatasciato, Ferla Michelangelo Giansiracusa e Buscemi Rossella La Pira. E la lista sembra estendersi di ora in ora.

Anci invia solidarietà al sindaco torinese, “è stata condannata per una vicenda che chiama in causa tutti noi nell’esercizio quotidiano del nostro lavoro. Oltre al dolore che si prova per queste tragedie che segnano non solo le famiglie delle vittime ma l’intera comunità cittadina un sindaco deve anche rispondere penalmente per valutazioni che certamente non possono essere ascritte alla sua responsabilità. Non dubitiamo del lavoro della magistratura, sia inquirente che giudicante, non lo abbiamo mai fatto e non lo faremo neanche in questa circostanza, così come rispettiamo profondamente il dolore e la voglia di giustizia dei parenti delle vittime ma sentiamo la necessità di richiamare con forza l’attenzione del legislatore sulla necessità di un intervento normativo decisivo e risoluto di modifica del Testo Unico degli Enti Locali. Se si continua così, come abbiamo più volte denunciato, perché già accade per i piccoli Comuni, non avremo più cittadini disposti ad assumere la carica di sindaco”.


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