“La ”Maremonti” tra incuria e degrado”, la base riformista del Pd chiede interventi

Per fare ciò, a detta di Amenta, sarebbe necessario che Stato, Regione e Libero Consorzio, ognuno per la propria parte, attraverso la grande opportunità dei fondi del Recovery Fund, garantiscano un sistema viario e della mobilità efficiente e sicuro

Chi sa se l’ex Provincia regionale di Siracusa, oggi Libero Consorzio, ha provveduto ad inserire nel Piano dei Lavori Pubblici, tra le sue priorità, la messa in sicurezza della sede stradale della SP 14 “Maremonti” che collega Siracusa alla zona montana, che si presenta priva di manutenzione, con il manto stradale vecchio di almeno 50 anni, consumato e reso liscio dall’usura, tanto da non tenere più la pioggia e, soprattutto, con la segnaletica orizzontale del tutto invisibile, mentre quella verticale, dove c’è, è nascosta dalla vegetazione”.

Così il Coordinatore regionale di Base Riformista Sicilia del PD, Paolo Amenta, Presidente provinciale del Partito Democratico siracusano, raccogliendo le rimostranze di tanti cittadini e attività produttive dei Comuni della zona montana, sempre più isolati e avviati allo spopolamento, e del capoluogo, che giornalmente percorrono l’importante arteria stradale già teatro di gravi incidenti anche mortali.

L’arteria che serve ad unire la costa all’entroterra siracusano, come spiega nella sua nota Amenta, si trova al buio, con i bordi della carreggiata invasa in più punti da decine di discariche abusive con montagne di spazzatura e terriccio, in aggiunta ad una fitta vegetazione che non lascia trasparire i pochi guardrail esistenti. Una situazione di degrado che mette sempre più a rischio chi vi transita, in particolare in queste giornate e serate invernali.

Due pesi e due misure – sottolinea Amenta – considerato che subito dopo Canicattini Bagni, dall’incrocio per Noto e Palazzolo Acreide, la “Maremonti” diventa Strada Statale, la 287, ben curata, col tappetino rifatto recentemente, e in sicurezza, essendo affidata alle cure dell’Anas anziché del Libero Consorzio. Il rischio, purtroppo, come più volte abbiamo denunciato anche nel ruolo di amministratori pubblici, è che oltre all’isolamento e allo spopolamento a cui si stanno condannando intere comunità e un ampio territorio di pregio come quello ibleo, così facendo si continuano a vanificare, anche in questo difficile momento di emergenza Covid, gli sforzi e gli impegni di Comuni e imprese per costruire un futuro ed uno sviluppo di qualità, tra turismo ed economia sostenibile, in quest’area interna della provincia di Siracusa che si vuole tornare a ripopolare e collegare all’area vasta del sud est siciliano”.

Per fare ciò, a detta del coordinatore regionale di Base Riformista e Presidente provinciale del PD, sarebbe necessario che Stato, Regione e Libero Consorzio, ognuno per la propria parte, attraverso la grande opportunità dei fondi del Recovery Fund, garantiscano un sistema viario e della mobilità efficiente e sicuro. “Per cui – conclude – diventa urgente la manutenzione e il rifacimento del manto stradale della “Maremonti” sino al bivio Noto – Palazzolo Acreide, la pulizia e il completamento dello svincolo autostradale Catania – Siracusa e il collegamento con Ragusa“.


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