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Mega impianto fotovoltaico a Canicattini Bagni. Amenta: “la politica regionale ancora in silenzio fa parlare tecnici e funzionari”

Amenta: "sulla legittimità delle procedurale nessun dubbio, ma volevamo risposte dal presidente della Regione, conoscere la sua visione sul futuro dei territori, se crede o meno in uno sviluppo sostenibile della Sicilia"

“Purtroppo dobbiamo prendere atto che le abitudini sono dure a morire, e la politica regionale con in testa il presidente Musumeci continuano su questa strada evitando di pronunziarsi, preferendo lasciare la parola a tecnici e funzionari. Sulla vicenda del mega impianto fotovoltaico industriale della Lindo srl da 100 ettari alle porte di Canicattini Bagni, nel cuore del Val di Noto, coinvolgendo anche i territori di Siracusa e Noto, patrimonio Unesco, non avevamo dubbi sulla legittimità procedurale che ha portato al rilascio dei pareri favorevoli alla Via, come sostiene a sua difesa oggi sulle pagine de La Sicilia il prof. Aurelio Angelini, presidente della Commissione tecnico specialistica (Cts) dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente. Quello che abbiamo sempre chiesto era e resta un intervento politico, e quindi normativo, del presidente della Regione Musumeci e dell’Ars, per fermare un impianto che devasterebbe una vasta area di pregio, come gli Iblei, e per sapere che visione loro hanno del futuro dei territori siciliani”.

Così il vice presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, attuale presidente del Consiglio comunale di Canicattini Bagni, dopo aver letto le esternazioni del presidente della Commissione tecnico specialistica (Cts) dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente, Aurelio Angelini, sulla legittimità delle procedure che hanno portato al parere favorevole della Regione alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico a terra della società Lindo s.r.l. di Roma, di potenza nominale di 67,421 MWp, su un terreno agricolo di oltre 100 ettari, in località Cavadonna, lungo la Maremonti, alle porte del centro abitato canicattinese, comprendente in parte anche i territori dei Comuni di Siracusa e Noto, e un cavidotto di ben 10 km che di fatto cintura Canicattini Bagni.

“Alla silenziosa politica regionale abbiamo sempre chiesto – continua il vice presidente Amenta – se crede in uno sviluppo sostenibile possibile per la Sicilia, che ne salvaguardi e valorizzi le preziose risorse storico, culturali, paesaggistiche e agroalimentari che possiede. Se ci crede con i fatti, quindi con norme e leggi che, nel caso del fotovoltaico, significa regolamentarne la realizzazione salvaguardando i piccoli impianti per la produzione di energia alternativa senza devastare le aree di pregio, o vuole continuare a fare propaganda, tenendo nel contempo aperto il market dell’assalto ai nostri territori. Perché non è possibile che quando servono risposte politiche, come nel caso del progetto di business speculativo della Lindo alle porte di Canicattini Bagni, che devasterebbe di fatto l’altopiano ibleo, dove insistono siti Unesco e aree di pregio naturalistico, la stessa politica, ad iniziare dal Presidente Musumeci, che dovrebbe riprendere dal cassetto il piano preparato dal suo ex assessore Pierobon per impedire la svendita della Sicilia e la realizzazione di mega impianti, ridimensionandoli notevolmente, si mandino avanti a parlare tecnici e funzionari, seppur autorevoli, come il prof. Angelini”.

Sindaci, Giunte, Consigli comunali, associazioni ambientaliste, opinione pubblica di Canicattini Bagni, Siracusa e Noto, ma anche altre realtà territoriali una scelta, dotandosi anche di regole, per il proprio futuro, il futuro dei giovani di quest’area, l’hanno fatta e parla di sostenibilità. “Per cui nessun ruolo di prima donna su questi argomenti, vorrei far notare al prof. Angelini – conclude Paolo Amenta – piuttosto preoccupazione per i silenzi della politica e i vuoti normativi, e il giusto e doveroso tentativo di programmare il futuro dei propri territori. Inoltre, sul nascituro Parco degli Iblei, Angelini faccia lo sforzo di confrontarsi con il suo Presidente per stabilire se è un sogno nel cassetto o la visione futura dell’attuale governo regionale. Quindi, ripeto, la domanda è quale visione abbiano Musumeci, il suo governo e la politica regionale dello sviluppo futuro della Sicilia. Questa la risposta che attendiamo, e il segnale non può che essere fermare la distruzione di 100 ettari di territorio ibleo con il mega impianto fotovoltaico industriale della Lindo che non porta, contrariamente a quanto qualcuno vorrebbe far credere, né occupazione né tantomeno vantaggi per le comunità”.


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