“Io lo dico: mio figlio è stato ucciso e voglio giustizia”. Si chiude così il servizio andato in onda ieri sera a le Iene dedicato alla morte del piccolo Vincenzo Lantieri, il bambino caduto nel pozzo durante lo svolgimento di un campo estivo a Palazzolo Acreide. Una vicenda su cui si è detto e scritto tanto, con 9 persone rinviate a giudizio e una mamma e papà che continuano a chiedere giustizia.
La ricostruzione di Luigi Pelazza parte dalla testimonianze del padre e della madre, con i quali ricostruisce quanto successo quella mattina del 27 giugno 2024. Vincenzo è assieme ad altri 27 bambini e 9 educatrici a un campo estivo e la giornata si svolge in una struttura poco fuori da Palazzolo Acreide. Salito sul coperchio di un pozzo, a un certo punto cade all’interno. Sul posto arrivano mamma e papà e proprio su quei momenti Pelazza interroga i due, che raccontano di aver sentito con le proprie orecchie Vincenzo chiedere aiuto, di aver visto un’educatrice calarsi per aiutarlo. Quest’ultima, però, stando a quanto raccontato dai genitori durante il servizio, avrebbe poi “cominciato a chiedere aiuto” e sarebbe “scivolata nel tentativo di risalire, facendo cadere anche il bambino”.
Nel racconto dei genitori anche l’arrivo dei Vigili del Fuoco, che riescono a estrarre l’educatrice ma per il recupero di Vincenzo chiedono l’intervento del nucleo sommozzatori. In 9 minuti arrivano ed estraggono il piccolo da un pozzo la cui profondità è poi emerso fosse di 13,20 metri, di cui più della metà coperto con acqua e fango.
La madre del piccolo Vincenzo continua raccontando di essere andata poi direttamente verso l’ambulanza e di aver trovato il figlio già “chiuso” e di aver tentato disperatamente di rianimarlo. Per il medico legale la morte è avvenuta per annegamento, a giudizio ci sono 8 educatrici della cooperativa che organizzava il campo estivo e il proprietario del terreno per non aver messo in sicurezza il pozzo.
La ricostruzione del programma Mediaset si focalizza su quei concitati minuti. La caduta nel pozzo sarebbe avvenuta alle 12:25 ma la chiamata ai Vigili del Fuoco è stata alle 12:40. La morte è indicata come avvenuta alle 12:56 e, stando alla ricostruzione dei genitori, si sarebbero persi dei minuti importanti nel recuperare l’educatrice che si era calata nel pozzo. Secondo i genitori, dunque, ci sarebbe stato il tempo di poterlo salvare.
Nel servizio vengono sentiti anche il sindaco di Palazzolo Acreide Salvatore Gallo e l’educatrice che si è calata nel pozzo nel tentativo di aiutare Vincenzo, la quale invece racconta di non aver “mai sentito rispondere Vincenzo” e di ricordarsi che nessuno oltre a lei si “sarebbe calato nel pozzo”. Un gesto molto coraggioso che però non è bastato a cambiare le cose, dirà lo stesso Pelazza che proverà anche a far parlare il proprietario del terreno nonchè presidente della cooperativa che organizzava il campo estivo.
Non ci riuscirà. Poi l’appello finale della famiglia, che ribadisce di voler giustizia e di non credere alla disgrazia.





