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“Nel bosco e di preghiere, poesie dedicate ai caduti per mafia”: nell’ultimo libro di Strinati anche un testo dedicato a Pippo Fava e Palazzolo

Si tratta dell’opera più matura ed impegnata del poeta e compositore marchigiano

Pubblicato l’ultimo libro di Fabio Strinati, dal titolo: “Nel bosco e di preghiere”. ‘Poesie dedicate ai caduti per mafia’. Si tratta dell’opera più matura ed impegnata del poeta e compositore marchigiano.

“Avere a cuore il bene e la giustizia è un immenso valore. Dovremmo tutti impegnarci a essere cittadini onesti e consapevoli, anche se spesso la società nasconde trame oscure, dove il male si annida, creando facili inganni e spietati accadimenti. Uno di questi mali ben radicati è la mafia che negli anni ha lasciato profonde ferite, impossibili da dimenticare. Tante sono state le vittime, vite spezzate troppo presto, che hanno lasciato famiglie, amici e conoscenti logorati da un dolore che non si spegnerà mai” le parole di Fabio Strinati, poeta sensibile a ciò che accade nel mondo.

“Condivido il paragone di Stefano Burbi, che ha curato la prefazione del libro “Nel bosco e di preghiere”, con l’“Antologia di Spoon River” del poeta statunitense Edgar Lee Masters, pubblicata tra il 1914 e il 1915 – ancora Strinati – Le sue epigrafi diedero voce agli abitanti scomparsi nell’immaginario paesino di Spoon River, sepolti nel cimitero locale. Il poeta mirava a descrivere la vita raccontando le vicende di un microcosmo. Nel caso di Strinati, è il poeta che si assume il compito di dare voce alle vittime della criminalità organizzata, ponendosi con infinito rispetto, valorizzando la loro umanità. Una scelta sicuramente apprezzabile quella del giovane scrittore e compositore marchigiano, che si affida alla sacralità della poesia per ricordare e raccontare fatti di cronaca, senza perdere la speranza per il futuro”.

Ecco il testo dedicato a Pippo Fava presente nel libro:

“Nel tuo sguardo affabile, la dolcezza
e la semplicità di una vita agreste,
come da una radio, parlano lettere
cucite con le mostrine di una spilla.
Il tuo modo di fare, nutrito di carisma
come la barocca Palazzòlo Acrèide,
paese antico e di testimonianze,
di montagne intrappolate
dentro questa Sicilia
che spesso si nasconde dai tuoni
e dalle intemperie… che non vuol
vedere le violenze, quando sono frutto
del loro stesso inganno
o quelle stagioni giovani
(ragazzotte), colluse coi vènti abili
che tra le orecchie di nuvole corrotte,
partoriscono lampi sotto un’entrata di casa
appena spenta, ma da organi piú alti,
o quando da un giornale, parole pungenti
come frecce scoccano evidenti
il coraggio di chi si mostra
agli altri con l’anima onesta e saggia,
oltre che pulita agli occhi
di un giovane ragazzo
che di vita sana vuol campare eterno
ed imparare il vero, che di verità,
mai potrà morire invano”.


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