“Non siamo in discoteca o allo stadio”: i parroci di Palazzolo mettono un freno alle feste patronali

“Velate” e “svelate” in forma privata e senza presenza dei fedeli

“Il cristiano non può ragionare con gli stessi criteri che usa il popolo delle discoteche o le tifoserie da stadio”. A scriverlo sono i parroci di Palazzolo Acreide che fanno appello al buon senso per regolamentare le feste religiose. Una limitazione scontata, giunta comunque a ridosso delle feste patronali estive, che divide gli animi sui social.

“Con l’arcivescovo – si legge in un manifesto – abbiamo assunto decisioni che rendiamo pubbliche e che accomuneranno le feste dei Santi che si terranno durante la stagione estiva”. E quindi “velate” e “svelate” in forma privata e senza presenza dei fedeli, Santi esposti esclusivamente sugli altari, accesso in chiesa contingentato e i genitori potranno “elevare” il bambino al Santo autonomamente.

Comprendiamo come le misure possano apparire restrittive – ammettono i parroci – tuttavia riteniamo il popolo cristiano debba distinguersi anche nell’esercizio della virtù e della prudenza” per tutelare la vita dopo i morti di questi mesi e le sofferenze. E quindi Palazzolo, a meta di migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo per assistere alla coreografica “sciuta” (uscita) di San Paolo delle 13 del 29 giugno, non avrà né turisti né il tradizionale lancio degli “nzareddi”, lo sparo assordante di migliaia di mortaretti e il commovente rito della presentazione dei bimbi che vengono issati nudi sul fercolo in segno di devozione e di offerta.

La festa non si concluderà a tarda notte ma sarà mesta, così come questo periodo di ripresa dalla pandemia.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo