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Oggi ricorre l’anniversario dell’uccisione di “Pippo” Fava: il ricordo del sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo

Numerose attività collaterali di approfondimento sulla conoscenza dell’opera faviana hanno permesso di definire il ruolo di intellettuale a tutto tondo, spesso rimasto in secondo piano a causa di priorità investigative che avevano impedito un’analisi approfondita dell’opera drammaturgica, narrativa e pittorica

Il 5 gennaio 2026 ricorre l’anniversario dell’uccisione di Giuseppe “Pippo” Fava, giornalista siciliano assassinato dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984. A oltre quarant’anni di distanza, la sua figura resta legata al giornalismo d’inchiesta e alla denuncia dei rapporti tra criminalità organizzata, politica e imprenditoria. Fava fu ucciso mentre si recava al Teatro Stabile di Catania: venne colpito da cinque colpi di pistola. Le sentenze hanno accertato la matrice mafiosa del delitto, collegandolo direttamente alle inchieste da lui condotte.

“Ho conosciuto personalmente Pippo Fava, era molto amico di mio padre – il ricordo del sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo – Ogni qualvolta veniva a trovare i suo anziani genitori, parcheggiava il suo macchinone in piazza a San Paolo, forse una Mercedes scura, se la memoria non mi inganna. Non mancava mai la visita al salone di mio padre, dove immancabilmente trovava i suoi vecchia amici di infanzia, Cesare Pizzo, Paolino Otello, Paolino Malignaggi e altri. Momenti fatti di ricordi, battute, risate. “Pippu to riuoddi da vota a ciumara all’uruvu napulinu quannu ci mucciamu i causi a Turiddu” . La tappa finale era nella taverna appena girato l’angolo da don Paolino Mazza, dove ora c’è la Trattoria del Gallo. Olive, uova sode, acciughe e qualche polpetta di carne, di carne si fa per dire, erano per di più di pan grattato, ma vi assicuro erano buonissime, ovviamente non mancava mai il vino di don Paolino Mazza, quel vino che per quasi ottant’anni ha irrorato il quartiere di San Paolo. Ho conosciuto Pippo Fava nei suoi momenti di spensieratezza e di felicità con i suoi amici. Umile, scherzoso e sorridente come in genere noi palazzolesi. Ho conosciuto Pippo Fava quando rimetteva in moto la sua auto che chissà quanti chilometri aveva fatto, lasciando una fumata nera e salutando sorridendo dal finestrino. Pippo Fava è Palazzolo. Pippo Fava è di Palazzolo”.

La Fondazione a lui dedicata ricorda il centenario della nascita di Giuseppe Fava, a partire dalla splendida mostra “La cultura e il diavolo. L’arte di Giuseppe Fava – tra impegno civile, politico e intellettuale” allestita dal Prof. Vittorio Ugo Vicari presso la Galleria d’Arte Moderna di Catania, che ha ricevuto un folto numero di visitatori oltre che gruppi scolastici e culturali. La mostra sarà visitabile per l’ultimo giorno il 6 gennaio e attraverso la Fondazione sarà sempre acquistabile il libro catalogo contenente diversi saggi, la riproduzione di tutte le opere in esposizione, disegni inediti.

Numerose attività collaterali di approfondimento sulla conoscenza dell’opera faviana hanno permesso di definire il ruolo di intellettuale a tutto tondo, spesso rimasto in secondo piano a causa di priorità investigative che avevano impedito un’analisi approfondita dell’opera drammaturgica, narrativa e pittorica.

Tra gli eventi organizzati nel corso della celebrazione del centenario, ricordiamo l’annullo filatelico promosso da Poste Italiane all’Istituto Comprensivo Giuseppe Fava di Mascalucia, l’inaugurazione della citata mostra pittorica, gli itinerari di coraggio organizzati a Palazzolo Acreide, il documentario di Carla Virzì e Emanuela Ranucci su La7 “L’ultima fila“, lo spettacolo “le parole di Pippo” di Orazio Torrisi e Angelo D’Agosta, il premio alla memoria all’Etna book festival, la mostra il Mafioso pagliaccio a Todi, l’incontro di approfondimento sui romanzi di Fava a Palazzolo Acreide, la presentazione catalogo della mostra presso la Società di Storia Patria di Catania, incontri nelle scuole e visite guidate alla mostra, proiezione del documentario “Siciliani” di Giuseppe Fava e Vittorio Sindoni al Piccolo Teatro della Città e all’USB di Catania, la presentazione del III volume del teatro “Il sogno è tutto ciò che vogliamo” a cura di Massimiliano Scuriatti; lo spettacolo “Il potere e la beffa, viaggio nella drammaturgia di Giuseppe Fava” di Claudio Fava a Palazzolo Acreide. Si chiude il centenario con gli eventi organizzati per il 42° anniversario dell’uccisione, un nutrito programma iniziato già ieri con la proiezione della prima parte del documentario “Siciliani” all’USB di Catania.

Oggi 5 gennaio si inizia con l’assemblea dei Siciliani giovani al Giardino di Scidà, prosegue il pomeriggio con il corteo da piazza Roma e il presidio alla lapide, e si conclude al Piccolo Teatro della Città con la consegna del Premio Fava “Nient’altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie” quest’anno assegnato alla memoria dei giornalisti e scrittori palestinesi uccisi a Gaza.

Il 6 gennaio dalle 16 sarà possibile visitare la mostra alla GAM, e alle 18 ci sarà la Messa in suffragio per Giuseppe Fava e tutte le vittime di mafia, celebrata presso la Cattedrale Catania dall’Arcivescovo Mons. Luigi Renna.

 


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