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Oltre 13mila firme per chiedere l’istituzione del parco nazionale dei monti Iblei e salvare la zona dagli incendi

Paolo Pantano con moltissime associazioni - tra cui Italia Nostra e il WWF - chiede alle autorità locali e nazionali l’istituzione del Parco Nazionale dei Monti Iblei

Mentre il territorio dei Monti Iblei brucia senza sosta (solo nella giornata di lunedì 5 luglio, sono stati registrati 34 incendi), ha superato le 13mila firme la petizione lanciata su Change.org da Paolo Pantano e sottoscritta da moltissime associazioni – tra cui Italia Nostra e il WWF – che chiede alle autorità locali e nazionali l’istituzione del Parco Nazionale dei Monti Iblei.

“Fin dall’antichità – spiega il testo – i Monti Iblei sono una rinomata area naturalistica e suggestiva situata nella Sicilia sud-orientale. La splendida Cava Grande, le necropoli rupestri di Pantalica, la Cava d’Ispica, il Prainito, e l’altopiano ibleo ragusano fanno tutti parte di questo straordinario paesaggio che ospita molte specie animali uniche e rare e rendono questo posto un paradiso per gli amanti del trekking e dell’esplorazione fluviale. La creazione di un parco nazionale in quest’area consentirebbe alle persone di tutta Italia e del mondo di godere pienamente di questo patrimonio naturalistico e storico unico e rappresenterebbe, inoltre, un grosso incentivo economico per gli abitanti delle zone interessate che concorrebbero a prendersi cura di queste terre.”

I promotori chiudono il testo con l’appello ai decisori coinvolti: “considerate le grandi valenze naturalistiche, paesaggistiche, archeologiche, storiche ed etnoantropologiche degli Iblei – scrigno di biodiversità – chiediamo che venga definitivamente istituito il Parco Nazionale degli Iblei e di sottoporre quindi al Presidente della Repubblica il provvedimento di approvazione affinché il territorio possa beneficiare dei vantaggi e delle opportunità in termini di economia sostenibile e di tutela dei beni ambientali e culturali (salvaguardia degli ecosistemi naturali, recupero dei centri storici, degli edifici di valore storico e culturale, dei nuclei abitati rurali e dei borghi) che vi insistono, prendendo come punto fermo la proposta di perpetrazione inviata dalla Regione Siciliana in data 3 aprile 2019.”


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