Agosto 2025 ha ribaltato in Sicilia il copione meteorologico più consueto. Solitamente l’isola vive settimane di stabilità fino a Ferragosto, per poi conoscere un’impennata di instabilità nella seconda parte del mese. Quest’anno è successo l’esatto contrario, come emerge dal report meteo-climatico mensile diffuso dal Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano (SIAS).
Prime due decadi sotto i temporali
Nella prima parte del mese la circolazione anticiclonica sul Mediterraneo occidentale ha pulsato mantenendo il proprio asse orientato dal Maghreb verso Nord-Est. Questa configurazione ha protetto il Mediterraneo centro-meridionale dalle perturbazioni atlantiche, ma ha al tempo stesso favorito la discesa, sul bordo dell’anticiclone, di correnti in quota provenienti dai Balcani non particolarmente fresche, ma sufficienti a innescare nelle zone interne un’intensa attività convettiva a evoluzione diurna, alimentata dal forte contrasto termico tra suolo e quota.
Il risultato è stato un susseguirsi ininterrotto di eventi piovosi nelle aree interne dal 1° al 20 agosto, con fenomeni a volte diffusi, a volte concentrati su porzioni di territorio talmente ridotte da sfuggire al monitoraggio della rete SIAS, come accaduto l’11 e il 20 del mese. Le zone più colpite sono state l’area iblea ed etnea a est, il Calatino e l’area ennese al centro, l’area sicana a ovest. Solo il 18 agosto i fenomeni hanno avuto un’origine differente, legata al rapido transito di una linea temporalesca generata dall’arrivo temporaneo di aria più fresca di matrice nord-atlantica.
Nubifragi, grandine e una tromba d’aria
Il periodo ha fatto registrare numerosi episodi di nubifragio, in alcuni casi accompagnati da grandinate: il 6 agosto i crateri sommitali dell’Etna si sono imbiancati, mentre il 13 è toccato a Maniace, nel Catanese. L’accumulo giornaliero più elevato sulla rete SIAS è stato misurato dalla stazione di Modica (RG) il 16 agosto, con 69 mm e un’intensità di 49 mm/h. Nella stessa area, a Frigintini, si è sviluppata nelle stesse ore una tromba d’aria che ha causato alcuni danni localizzati.
Anche la rete della Protezione Civile regionale (DRPC) ha registrato accumuli significativi: 57,1 mm il 6 agosto a Sperlinga, 83,7 mm a Grammichele, 53,2 mm alla stazione Imera Meridionale di Petralia il giorno 9, e 65,2 mm a Palagonia il 14. Le aree costiere, al contrario, sono state interessate solo occasionalmente dai fenomeni, poiché legati al riscaldamento dei bassi strati atmosferici, mitigato lungo le coste dalle brezze marine.
I numeri del mese
Sulla rete SIAS il massimo accumulo mensile spetta alla stazione di Linguaglossa Etna Nord (CT), con 121,2 mm, che condivide anche il primato dei giorni piovosi – 8 in tutto il mese – con la stazione di Palazzolo Acreide (SR).
Il numero medio regionale di giorni piovosi si è attestato a 1,8, superiore al valore normale di 1,4. Anche la precipitazione media regionale mensile è risultata sopra la norma: 17 mm contro un valore di riferimento di 12 mm per il periodo 2003-2022. Un surplus localmente rilevante, ma di scarso impatto pratico nel complesso, seppure in alcuni casi le piogge abbiano generato modesti deflussi verso alcuni invasi.
Un’estate in equilibrio, l’autunno decisivo
L’estate meteorologica si chiude con un lieve surplus pluviometrico nelle aree interne e un piccolo deficit lungo le coste, entrambi poco significativi rispetto ai bilanci di medio termine, che restano positivi grazie alle piogge invernali.
Sarà però l’autunno a giocare un ruolo decisivo per le condizioni dei suoli e delle colture in fase di maturazione e raccolta, come oliveti e agrumeti. Il report SIAS sottolinea come, in un contesto di temperature che influenzano sempre più evaporazione ed evapotraspirazione, la regolarità delle piogge stia assumendo un’importanza maggiore rispetto al passato.