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Palazzolo, “Ci vediamo al Cavallino rosso”: si presenta il libro di Nello Blancato

Un volume da leggere per scoprire la Palazzolo di un tempo, attraverso le storie di tanti personaggi noti o meno noti descritti con ironia, autenticità, “fotografati” dentro la cornice della loro quotidianità

È un viaggio emozionale nella memoria e nella storia di Palazzolo Acreide il libro “Ci vediamo al Cavallino rosso – personaggi e storie di casa nostra” di Nello Blancato, edito da Morrone, che verrà presentato giovedì 12 agosto alle 21 a Palazzolo. Un volume da leggere per scoprire la Palazzolo di un tempo, attraverso le storie di tanti personaggi noti o meno noti descritti con ironia, autenticità, “fotografati” dentro la cornice della loro quotidianità. La presentazione del volume si svolgerà proprio in piazza del Popolo numero 19, nello spazio antistante il locale che un tempo ospitava il bar “Cavallino rosso” della famiglia Blancato, scenario di tante storie e curiosità della Palazzolo di un tempo.

La presentazione del libro è promossa dalla parrocchia di San Sebastiano, in collaborazione con il Comune di Palazzolo Acreide e in partnership con itPalazzoloacreide, il blog che mette in rete gli italiani nel mondo.

Durante la serata sono previsti, dopo i saluti istituzionali, gli interventi dell’editore Carlo Morrone e di Lidia Pizzo, che ha curato la prefazione. A dialogare con l’autore sarà invece Federica Puglisi, mentre a Marco Paolo Puglisi è affidata la lettura di alcuni passi del libro. “Un viaggio emozionale nella memoria, in cui il passato rincorre il presente, per tenerne vivo il ricordo – scrive Lidia Pizzo nella prefazione -. Cosicché Palazzolo Acreide diventa il paese dell’anima, della memoria ora triste ora spassosa, dei problemi quotidiani, dove la solitudine del vivere si stempera nei rapporti umani, perché ciascuno conosce l’altro nelle sue défaillance, piccole manie, ma che tutto scusa e tutto comprende umanamente”.

Il libro è suddiviso in due parti: la prima racconta la storia del bar Cavallino Rosso, punto di riferimento per i giovani negli anni Sessanta e oltre. La seconda parte vede come protagonisti alcuni personaggi, semplici, comuni, persone cosiddette “normali”, come chiarisce l’autore, di cui si è avuta conoscenza diretta oppure attraverso informazioni orali fornite da parenti e amici dotati di buona memoria.

“La memoria della quotidianità – come la definisce l’autore nell’introduzione – che fa conoscere e aiuta a capire le liturgie, le consuetudini, il modus vivendi di quell’epoca in cui tali personaggi sono vissuti. Un popolo senza memoria è un popolo privo di identità storica, di orgoglio, di punti di riferimento, di identità culturale”. E per questo che i personaggi sono decritti nella loro quotidianità. “Nel raccontarli – spiega ancora Blancato –, il mio imperativo categorico è stato quello di “maneggiarli con cura” e con il dovuto rispetto”.

Appuntamento quindi in piazza del Popolo giorno 12 agosto per vivere un viaggio nella memoria, così passata ma sempre attuale.


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