Il Ministero della Transizione Ecologica in riferimento all’istituzione del Parco nazionale degli Iblei, di cui al D.L. del 01/10/2007 convertito in legge del 29/11/2007 n.222 con oggetto: “Disposizioni in materia ambientale”, ha inviato una nota ai Liberi Consorzi di Siracusa, Ragusa e alla Città Metropolitana di Catania e a sua volta anche ai ventisette comuni interessati dal provvedimento, al fine di poter concludere l’iter istitutivo del parco nazionale e di poter assicurare la più ampia partecipazione al procedimento in oggetto con il coinvolgimento degli Enti Locali e dei portatori di interesse.
Marco Mastriani, Segretario della sezione di Siracusa, Ente Fauna Siciliana e consigliere regionale dell’associazione spera di essere al termine di un iter istitutivo durato quindici anni circa, con ben tre fasi di concertazione nel 2010, nel 2017 e nel 2019, fino ad arrivare al 2022 con la proposta definitiva inviata dalla Regione Siciliana a seguito di una costante e continuo concertazione con i Liberi Consorzi di Siracusa, Ragusa e la Citta Metropolitana di Catania, partecipanti al tavolo tecnico di lavoro del Ministero della Transizione Ecologica.
“Questi ultimi e in diverse circostanze anche l’assessorato Regionale al Territorio e Ambiente – dice Mastriani – ha puntualmente coinvolto gli Enti Locali interessati, con un incontro a Palermo in data 9 dicembre 2019 e nei primi mesi del 2020 si sono svolti due incontri presso le sedi della provincia di Ragusa e Siracusa, dimostrando sempre ampia condivisione e aggiornamento dei procedimenti in essere e invitando in diverse circostante gli interessati a presentare eventuali proposte e/o integrazioni di modifica alla proposta generale. Ancora oggi continuare a parlare di mancata concertazione e scelte imposte dall’alto è veramente inaccettabile e inverosimile, dove non solo si discute da quindici anni ma soprattutto concretamente, nonostante gli Enti Locali fossero stati resi partecipi al procedimento istitutivo e sollecitati a presentare proposte di merito sulla zonazione del futuro Parco Nazionale degli Iblei, oltre a prese di posizione di principio fondamentalmente contrarie all’istituzione di una nuova area protetta nazionale, non sono mai pervenute proposte che abbiano realmente contribuito al dibattito, proponendo anche delle modifiche al provvedimento proposto con relativa bozza di disciplina di tutela del Parco nazionale degli Iblei”.
Per Mastriani, quindi, chi continua a sostenere il contrario, deve ammettere a chiare lettere la propria contrarietà all’istituzione del Parco Nazionale degli iblei, avendo il coraggio di assumendosi le responsabilità politiche. “Dicano anche che fino ad oggi la mancata istituzione del Parco Nazionale degli Iblei – prosegue – ha creato anche un notevole danno economico alle aziende operanti all’interno del futuro parco nazionale perchè avrebbero potuto beneficiare dei finanziamenti previsti dal Ministero della Transizione Ecologica in applicazione della legge sulle zone economiche ambientali, previsti dalla Legge Clima nel 2019 e pertanto come esempio concreto basti sapere cosa è avvenuto al vicino Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria e quante imprese hanno potuto beneficiare di aiuti e sostegni concessi a loro nella normale e ordinaria prosecuzione delle loro attività.”
Infine, con l’ultima nota inviata dal Ministero della Transizione Ecologica alla Regione Siciliana, ai Liberi Consorzi Comunali di Siracusa, Ragusa e alla Città Metroplitana di Catania, si concede tempo fino al 31 luglio 2022 per poter presentare eventuali contributi e proposte di modifica e/o integrazione alla proposta istitutiva di Parco Nazionale degli Iblei, come da avviso pubblicato nel sito del Libero Conzorzio Comunale di Siracusa, rivolto ai comuni interessati ma anche a tutti i portatori di interesse che volessero partecipare e dare un contributo utile al procedimento istitutivo del Parco Nazionale degli Iblei.
“Basta studiare e leggere nel merito la proposta e soprattutto capire che molte delle aree oggi antropizzate con la presenza di insediamenti e attività lavorative – spiega Mastriani -, ricadono in zone 3 della proposta di parco nazionale e quindi in queste aree si applicano le disposizioni di legge già esistenti contenute negli strumenti urbanistici vigenti, i cui interventi da autorizzare dovranno essere coerenti con le previsioni dei Piani Urbanistici Generali del Comune interessato, nonchè con le previsioni di cui al Piano paesaggistico adottato.
Oggi più che mai, il turista sceglie mete e destinazioni turistiche all’interno di aree protette e parchi nazionali dove la scelta del modello ecoturismo non solo si incentra sullo sviluppo del turismo sostenibile ma soprattutto diventa un elemento da traino e di forza per le economie e le popolazioni locali che possono concretamente crescere da un punto di vista socio-economico e far sviluppare sul piano dell’offerta turistica i singoli territori. I parchi rappresentano oggi una delle mete turistiche più ambite del nostro paese con milioni di visitatori l’anno, i cui dati ci confermano che oggi grazie a questo modello di sviluppo si riescono a creare oltre 105mila posti di lavoro con un indotto economico di oltre 5.5 miliardi di euro l’anno. In questo contesto generale la Sicilia sud-orientale ha un importante patrimonio ambientale, naturale, culturale, archeologico, artistico, etnoantropologico ed enogastronomico che ci consente di essere al centro di questo modello di sviluppo, dando un concreto indirizzo a un modello di sviluppo che può far diventare protagonisti i territori con le loro potenzialità ed eccellenze, attirando sempre di più turisti e visitatori consapevoli e alla ricerca di una concreta scelta di turismo esperienziale da poter vivere. Si proceda con urgenza per l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei.”
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