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Sì al terzo mandato per i sindaci nei centri con popolazione inferiore a 5.000 abitanti: interessati Ferla e Buccheri

Il ddl per gli enti locali, composto da dieci articoli oltre alla norma finale, contiene diverse disposizioni che intervengono sulla normativa in materia di enti locali

L’Ars ha approvato il disegno di legge per gli enti locali: 38 favorevoli e zero contrari. Il ddl per gli enti locali, composto da dieci articoli oltre alla norma finale, contiene diverse disposizioni che intervengono sulla normativa in materia di enti locali. Si prevede nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti il terzo mandato consecutivo del sindaco.

Una norma che interessa i Comuni di Buccheri, Buscemi, Cassaro, Ferla e Portopalo – tutti sotto i 5 mila abitanti – ma in particolar modo i sindaci Alessandro Caiazzo e Michelangelo Giansiracusa, entrambi al secondo mandato.

“È nostro intendere – dice Calderone – che quei sindaci che hanno operato bene possano avere la possibilità di proseguire la loro attività amministrativa, mettendo le proprie competenze a disposizione delle loro comunità anche oltre il secondo mandato. Spetterà ai cittadini-elettori, il cui giudizio è inappellabile, premiare o bocciare l’operato dei propri sindaci. Era un grave vulnus della democrazia quello di limitare i mandati dei sindaci. Io e l’onorevole Grasso abbiamo più volte perorato questa causa con convinzione. Auspico che questa limitazione dei due mandati possa essere eliminata al più presto anche in senso generale. Questa è la norma che più mi ha appassionato della legge che abbiamo appena approvato”.

Soddisfazione è espressa da Stefano Pellegrino, presidente della commissione Affari Istituzionali. “Il testo definitivamente votato – spiega –  prevede i tre mandati consecutivi per i sindaci dei comuni fino a cinquemila abitanti, nonché la nuova disciplina per l’affidamento degli incarichi ad esperti nei casi in cui l’Ente abbia documentabili carenze delle specifiche professionalità. Inoltre è stato previsto lo scioglimento del Consiglio comunale nella sola ipotesi di mancata approvazione del bilancio di previsione, e non anche del rendiconto di gestione, in ragione della diversa natura dei due documenti contabili. Ed ancora, sono state previste le incompatibilità per assessori e consiglieri comunali e le modifiche alla disciplina che regola le funzioni dei commissari straordinari”.


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