“Stop alla concertazione, istituire il Parco Nazionale degli Iblei”: appello delle associazioni a ministero e Regione

Alcune associazioni naturalistiche e culturali hanno sottoscritto un documento unitario per chiedere di non tergiversare oltre nell'approvazione del Parco nazionale degli iblei

“Oggi continuare ad ascoltare informazioni non corrette in merito alla istituzione di Parco Nazionale degli Iblei è desolante ma soprattutto la sua istituzione sarebbe utile al rilancio del comparto agricolo con le sue tante eccellenze e basti vedere quanti benefici a portato nell’Isola di Pantelleria l’istituzione del parco nazionale avvenuta nel luglio del 2016, dove si continua regolarmente a produrre il noto e apprezzato Moscato di Pantelleria, passito di Pantelleria, capperi di Pantelleria, ecc”. Alcune associazioni naturalistiche e culturali hanno sottoscritto un documento unitario per chiedere di non tergiversare oltre nell’approvazione del Parco nazionale degli iblei. A dire basta alle parole sono Archeoclub Rosolini, associazione culturale Sciami, associazione Patto per la Partecipazione Popolare nell’Area Vasta, Natura Sicula Onlus, Blog di Scicli, Comitato No – Triv Val di Noto, Ente Fauna Siciliana, Isvna Noto, Italia Nostra, Movimento Passione Civile, Wwf OA Val Di Noto, Le aquile di Prometeo.

“I territori e i comuni ricadenti all’interno del perimetro di un parco nazionale hanno grandi vantaggi diretti e indiretti – si legge – legati ai benefici derivanti dalla legge nazionale 394 del 1991, dai molteplici programmi e misure di finanziamento promosse dall’Unione Europea riguardanti le aree ad alta naturalità con particolari riconoscimenti ambientali e infine la legge nazionale n. 141 del 12/12/2019 in cui con il riconoscimento delle zone economiche ambientali si pone un ulteriore riconoscimento amministrativo per poter avviare e finanziare processo di crescita e di sviluppo socio-economico incentrati sulla tutela dell’ambiente, della biodiversità e dell’incremento di processi finalizzati alla sviluppo di economia circolare”.

Per quanto riguarda il regolamento, in questa ulteriore fase prolungata di concertazione fra l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana (“dopo ben 7 anni di assoluto silenzio, in cui le realtà coinvolte (private e non) avrebbero potuto proseguire e/o continuare a proporre eventuali proposte di modifica e/o integrazione alla precedente proposta istitutiva di Parco Nazionale degli Iblei”), i comuni coinvolti nel procedimento, i liberi consorzi (Siracusa e Ragusa) e la città metropolitana di Catania, sono stati coinvolti nell’elaborazione con eventuali proposte da inserire nel futuro Regolamento del parco nazionale degli iblei. Lo stesso procedimento ha interessato gli stessi soggetti interlocutori nell’elaborare eventuali proposte riguardanti la perimetrazione e zonizzazione dell’area protetta.

“Per quanto riguarda il coinvolgimento diretto dei rappresentanti dei territori coinvolti, basti leggere cosa prevede l’Art.10 della legge nazionale 394 del 1991 in cui sono a chiamati a farne parte il Presidente della Regione, i Presidenti delle province oggi Liberi Consorzi Comunali e Città Metropolitana di Catania e i sindaci dei comuni coinvolti – aggiungono le associazioni – Pertanto un pieno e concreto coinvolgimento dal basso con protagonisti territoriali, il cui unico vero compito è quello di continuare a rappresentare legittimamente le istanze dei propri territori con un’ampia visione e una concreta strategia territoriale che guardi sempre di più ai temi del rispetto dell’ambiente e di un adeguata promozione del territorio da un punto di vista ambientale e culturale. Infine, basti leggere la norma di riferimento, ovvero la legge nazionale 394 del 1991 e accorgersi che all’Art.12 “Piano del Parco” si esplicano le modalità e la tempistica per la sua elaborazione, adozione e approvazione, costituendo di fatto un strumento centrale per la programmazione e sviluppo dei territori coinvolti all’interno del parco nazionale”. Pertanto può essere predisposto dall’Ente entro sei mesi dalla sua istituzione e non prima.

“Fino ad oggi abbiamo sensibilizzato le amministrazioni comunali coinvolte al fine di discutere del Regolamento dell’istituendo Parco Nazionale degli Iblei – si legge ancora nel documento – incentivando la cultura del dialogo finalizzato alla tutela, promozione e programmazione per una crescita socio-economica del nostro territorio, cambiando rotta rispetto ai modelli di sviluppo esistenti fino a 50 anni fa e puntando sull’ecoturismo come modello di sviluppo, in cui si porga particolare attenzione alla produzioni artigianali, all’agricoltura, alla attività zootecniche, alla filiera del turismo in tutti i suoi segmenti. Riteniamo che dalla approvazione della legge nazionale 222 del 29 novembre 2007 siano passati ben 13 anni e che sia davvero un tempo più che sufficiente al fine di poter contribuire alla discussione e concertazione per la proposta definitiva del parco Nazionale degli Iblei. Pertanto chiediamo al Ministero dell’Ambiente e all’assessorato Regionale Territorio e Ambiente della Regione Siciliana di considerare ormai chiusa la fase di concertazione pre-istitutiva e di poter proseguire legittimamente con l’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, al fine di poter dotare il sud-est della Sicilia di uno strumento utile e valido di programmazione, tutela e promozione del territorio che merita di diventare il parco nazionale più giovane e importante d’Italia.

Sono passati oltre 10 anni, quindi, da quando il Parco Nazionale degli Iblei è stato istituito con legge 22/2007 e adesso pre Fabio Pisana, presidente del Forum di Agenda21 Noto, è arrivato il momento di farlo decollare: “in questi anni abbiamo perso milioni di euro di finanziamenti statali ed europei che potevano favorire la promozione economica e sociale del territorio, mentre la pandemia di Coronavirus e gli incendi dolosi degli ultimi mesi, hanno fatto il resto. Ora è tutto nelle mani del Governo Centrale che può sbloccare la vicenda e far decollare il Parco, rimasto troppo tempo sulla carta, anche a causa di alcuni interessi ostili a questo strumento di tutela e valorizzazione di una delle aree politematiche del Val di Noto più belle d’Italia. Rivolgo dunque un appello alla Regione Siciliana e all’Arta affinché pressino il Governo Centrale per far approvare la proposta di perimetrazione del Parco così come avanzata e ancora ferma inspiegabilmente nei cassetti di qualche ufficio”.

Dieci dall’istituzione, 13 di parole. Marco Mastriani, componente del Consiglio regionale di protezione patrimonio naturale alla Regione Siciliana, chiede un cambio di passo: “Dopo oltre 13 anni di discussioni, concertazione, confronti, incontri e silenzi inspiegabili da parte di alcuni enti locali – sottolinea – oggi è arrivato il momento di scegliere il futuro per il nostro territorio e lanciare concretamente un nuovo modello di sviluppo incentrato sull’ecoturismo e sulla tutela, promozione e valorizzazione dell’intero territorio degli iblei. Ormai è assodato che il turismo culturale, ambientale, naturalistico ed enogastronomico possa avere delle forti radici nell’intero territorio della Sicilia sud-orientale, ma serve uno strumento amministrativo che consenta di avere un strategia di promozione del territorio e di aiuto alle tante realtà del settore che operano in tal senso. E’ necessario che la Regione Siciliana e il Ministero dell’Ambiente diano seguito all’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, al fine di dare una concreta speranza di tutela dell’ambiente, anche alla luce dei gravissimi incendi delle ultime settimane che hanno fortemente colpito la Sicilia e la provincia di Siracusa, e di sviluppo sostenibile a un territorio che ha molte risorse da valorizzare e da far conoscere al mondo. Basti pensare che al parco nazionale delle Cinque Terre in Liguria, il cui perimetro ingloba diversi comuni che contano 4 mila abitanti, sono riusciti ad avere oltre 3 milioni di visitatori l’anno, con enormi ricadute occupazionali ed economiche per le comunità locali. Noi possiamo fare lo stesso e anche di più, continuando sempre a tutelare i nostri tesori culturali e naturali”.


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