Cronaca

Tragedia di Palazzolo, il Gup ammette parti civili la famiglia di Vincenzo

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Nuovo passaggio giudiziario nel procedimento sulla tragedia avvenuta il 27 giugno 2024 in contrada Falabia, a Palazzolo Acreide, dove un bambino di 9 anni perse la vita dopo essere caduto in un pozzo durante le attività di un grest estivo.

Nell’udienza di oggi, davanti al Gup Antonella Coniglio, il giudice ha ammesso la costituzione delle parti civili, rappresentate dalla famiglia del minore. Contestualmente, l’udienza è stata rinviata al 3 febbraio, alle 11.30, per decidere sull’eventuale autorizzazione alla citazione dei responsabili civili, individuati nelle compagnie assicurative.

Resta invariato l’impianto accusatorio formulato dalla Procura di Siracusa, rappresentata dal Pm Davide Viscardi, che contesta a nove imputati il reato di omicidio colposo. Tra questi figura il presidente e legale rappresentante della società La Contea Falabia, ritenuto responsabile di non aver adottato adeguate misure di sicurezza e di segnalazione del pozzo presente nel fondo agricolo, giudicato non conforme alle normative vigenti e facilmente accessibile.

Nel procedimento sono coinvolti anche alcuni dipendenti della Fondazione Anffass “Doniamo un Sorriso” e tre operatrici del Servizio Civile, alle quali era affidata la vigilanza dei minori durante le attività del grest. Secondo l’accusa, gli imputati, a vario titolo, sarebbero stati consapevoli della presenza di fonti di pericolo nell’area e non avrebbero garantito un’adeguata sorveglianza, nonostante la prevedibilità dell’evento. Il prossimo 3 febbraio il giudice dovrà quindi pronunciarsi sul ruolo delle assicurazioni come responsabili civili, passaggio preliminare prima della decisione sull’eventuale rinvio a giudizio.